mercoledì 5 settembre 2012

La storia in breve

La storia in breve 

Il nostro gemellaggio  con i ragazzi ebrei, musulmani drusi e cristiani in Israele

Quello che abbiamo fatto  riportato da Lisa ..eccolo

Sabato 18 agosto siamo partiti da Trento per Venezia, che, dopo i particolari controlli abbiamo lasciato con destinazione Tel Aviv. Erano quasi le dieci di sera e il pullman ci aspettava per portarci a Pequiyn, villaggio Druso situato sul Monte Meron, dove si trovava l'hotel in cui avremmo dormito per buona parte della settimana.
La mattina successiva per la prima volta entravamo nel kibbuz Sasa, distante circa venti minuti di pullman dall'hotel, dove, dopo una calorosa accoglienza da parte dei ragazzi israeliani che avevamo conosciuto in Italia e dopo esserci conosciuti attraverso esercizi teatrali, abbiamo cominciato le prove divisi fra orchestra e teatro. Terminate quest'ultime, abbiamo pranzato nella mensa comune del kibbuz, dopodichè ci è stato permesso un po' di relax in piscina, fino alle tre, ora in cui sono rincominciate le prove che sarebbero terminate solo alle sette. Alla tipica cena drusa è seguito uno scambio di idee su quanto avevamo visto e imparato dall'inizio del viaggio fino a quel momento e il rientro in hotel. Lunedì, tornati a Sasa, abbiamo contiuato con le prove dello spettacolo, che dopo un fresco tuffo in piscina, sono state riprese la sera. All'hotel insieme agli amici israeliani ci siamo divertiti cercando di imparare i balli tipici, un momento di unione e divertimento. Nel corso dei due giorni di prove, eravamo stati molto a contatto con i ragazzi del posto e questo ci aveva fatto capire che esistono altri modi di suonare, altri generi musicali e, secondo me la loro voglia e determinazione ci aveva spinti a migliorare.  Martedì, il giorno del primo grande spettacolo è cominciato con le prove allo splendido ed enorme auditorium di Maalot a cui saremmo tornati il pomeriggio per fare le prove generali. La cena al ristornate del teatro ha preceduto "tu cresci con la musica", iniziato alle 20.30. Eravamo tutti tesi ed emozionati, ma anche uniti e con tanta voglia di suonare e recitare. Cominciate le prime note, il tempo è volato e in pochi attimi sentivo già i caldi applausi del pubblico e una grande soddisfazione aveva preso tutti. Il momento finale in cui abbiamo suonato e ballato insieme è stato il più bello, emozionante, eravamo tutti felici e carichi per lo spettacolo che era appena terminato. Qella sera, però, partivano anche i ragazzi israeliani... i saluti tristi dopo due giorni trascorsi insieme e la promessa di risentirsi. Nel pullman, rientrando all'hotel, si respirava gioia, la soddisfazione per questo lavoro cominciato molto tempo prima, faticoso, ma appagante. Nonostante la piccola incomprensione del giorno precedente, tutto era andato per il meglio. E' difficile esprimere quello che provavamo con semplici parole, qualcosa di intenso e allo stesso tempo molto intimo per ognuno di noi. Mercoledì era programmata una gita in Galilea: abbiamo visitato la Domus Galilee sul monte delle beatitudini, visto la pietra su cui sono stati moltiplicati i pani e i pesci e, nel pomeriggio Nazareth con il piccolo mercatino e la chiesa dell'annunciazione in cui abbiamo assistito ad una messa. In quel momento ho provato una strana sensazione quasi di smarrimento che poi avrei ritrovato nel corso del viaggio, forse dovuta al fatto che mi riusciva difficile immaginare la vita di Gesù nei posti in cui ora sorge una città e una chiesa che appartengono ai giorni nostri. Ancora un momento di riflessione e poi la partenza per Akko, pittoresca e caratteristica città medievale dove uno splendido tramonto ci ha lasciati senza parole. Dopo la cena e un po' di divertimento sulla spiaggia della cittadina, siamo tornati per l'ultima notte in hotel. Il giorno seguente, di mattina abbiamo visitato il Museo dei combattenti dei ghetti che parla della Shoah, in cui si fondono rabbia, tristezza, ma anche e soprattutto la speranza e la voglia di ricordare. Con queste emozioni ci siamo recati agli splendidi giardini sacri e infine a pranzo. Il pomeriggio, sistemati alla casa per pellegrini del convento St Charles, abbiamo avuto modo di scambiarci nuovamente idee e impressioni su quanto stava succedendo. Infine abbiamo cenato e siamo tornati al convento. Era già arrivato venerdì, il giorno del secondo spettacolo al teatro YMCA... Nonostante il pubblico poco numeroso, eravamo molto contenti, carichi ma anche agitati. Secondo me, le emozioni non erano così forti quanto quelle del primo concerto, forse perchè non c'erano più i compagni israeliani. Le parole dell'ambasciatore, gli applausi ci premiavano ancora e quella sensazione di tranquillità e gioia tornavano in noi. Eravamo un gruppo sempre più coeso e questo rendeva tutto più semplice. Se questi erano gli stati d'animo del mattino, il pomeriggio, entrando a Gerusalemme, camminando per la via dolorosa, entrando nel Santo Sepolcro e pregando al muro del pianto, un insieme di incredulità davanti ai luoghi scari per fede, di tristezza, di stupore di fronte agli abiti rigorosi di alcuni ebrei e di smarrimento mi hanno presa. Dopo la notte al convento, la mattina successiva, alle 5.30 siamo partiti per Tel Aviv dove, passati i controlli abbiamo preso il volo per Venezia. Sull'aereo si sentiva la tristezza di lasciare Israele, di concludere un percorso che ci aveva dato grandi soddisfazioni e di lasciare qelle persone che ormai erano diventate familiari, amiche, con cui avevamo costruito o rinforzato dei legami di amicizia e pace. In conclusione del viaggio, ci è stato permesso di suonare durante il volo, in cielo, e così, fra le note dell'inno d'Italia, mamma mia e altri ci avvicinavamo sempre più all'Italia. Da Venezia, in pullman, siamo giunti a Trento dove ci attendevano i genitori. Nonostante la stanchezza, alla fine del viaggio ci siamo salutati, abbracciati , tristi ma arricchiti da quella settimana e ancora più uniti. Era terminata un'avventura che certo non dimenticherò mai. Abbiamo conosciuto realtà di completa condivisione come il kibbuz, modi di vivere diversi dai nostri, grande disponibilità, cordialità e determinazione, provato emozioni uniche durante i concerti e avuto l'occasione di vedere i luoghi più sacri della nostra religione. Un'esperienza meravigliosa che oltre a conoscere nuove culture ci è servita a crescere, migliorare e capire che la pace esiste, anche in questi luoghi e che l'arte è uno strumento ottimo per farla nascere.

Lisa

Siamo amici della 1/2 maratona del concilio Citta' di Trento 2011

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